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Anna Marchi: l'arte totalmente per il natale
“E sapete voi, sapete che l'umanità
può vivere senza gli inglesi,
può vivere senza la Germania,
può vivere fin troppo facilmente
senza l'uomo russo, può vivere
senza la scienza e senza il pane,
soltanto senza la bellezza non può
vivere, giacché non avrebbe più
nulla da fare al mondo!
F.M.Dostoevskij
“I demoni”

 

 

Finezza, raffinatezza, esaltazione del gusto. Sono le cifre con e sulle quali Anna Marchi ha sempre composto le sue opere vere e proprie testimonianze di arte elaborata e sentita. Creazioni frequentatrici di temi e motivi seri, importanti in grado spesso di connettere mito e storia, fantasia e realtà, leggenda e verità in un tessuto narrativo complesso e dagli esiti pittorici incisivi.
In quest'ultima opera prodotta per la rassegna “Le mille luci del Natale” a QuARTissimo, lo sguardo si distende ampio per abbracciare su una tela -stendardo-, degna di una sala di dimora rinascimentale, il tema sacro della natalità. Veramente le luci si fanno mosse, luminescenti sfolgorii di toni cromatici che dall'ocra-oro e dall'argento-sidereo traggono splendore e calamitano lo sguardo.
Veramente si concentra con robusta fermezza l'idea che A. Marchi ha dell'arte come manifestazione della bellezza. Si riaffaccia in quest'opera la sua idea del bello che scaturisce sempre dalla sobrietà e compostezza dell'immagine e tende alla composizione di scie cromatiche formalmente strutturate in un insieme armonico che avvolge la narrazione pittorica in una sintesi dagli esiti che dilettano e incantano rivelando ancora che la bellezza è possibile, può essere.
 
 
Caterina Spiga

 
 
 
 
Aversano & Giordano Arte