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Scritti e presentazioni > Paesaggi di guerra
Dalle incisioni … all’universo, omaggio a Oscar Manesi
                          Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
                          l’animo nostro informe …
                           …
                          Non domandarci la formula che mondi possa aprirti
                           …
                           Codesto solo oggi possiamo dirti,
                           ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
E. Montale
 
Viene ricordato di maggio a Quartu S. Elena Oscar Manesi e le sue incisioni dal grande potere incantatorio e la forza di fascinazione sia per il pregio della fattura sia per la carica emotiva che scaturisce dalle sue opere.
Cinquanta artisti rendono omaggio all’uomo e all’artista che in più occasioni ha operato a Cagliari e dintorni lasciando un’impronta che è ancora vivida, ricca di pathos e incisiva come la sua arte incisoria.
Quando in certa sua creazione dal titolo “Paesaggi di guerra” ha riflettuto e ricercato su un tema così saturo di implicanze, ci ha lasciato un’eco suggestiva.
Paesaggi luttuosi e tetri, l’Ade su cui soffiano ceneri e lapilli, magmatiche distruzioni umane.
Oscar Manesi era un uomo che sentiva forte il peso della condizione umana attraversata da eterna solitudine e scissione tra vita e morte, continua alienazione, angoscia, male di vivere.
Vivere in “Confort zone” non poteva perciò autorizzarlo –sensibile e acuto com’era- a non vedere oltre, verso la precarietà dove lo star bene non esiste, dove incombe la morte e il dolore è l’unica cognizione.
La Madrid della movida con il fermento delle ore notturne è stata per lui occasione di ricerca profonda, fertile momento di riflessione appassionata che si è coagulata nella creazione di opere incisorie nelle quali insieme alla perizia e maestria ha fuso il sentimento, la partecipazione totale agli avvenimenti, alla contingenza facendola librare per farla diventare metafora, pensiero analogico.
Soffermando lo sguardo sulla labilità ha fatto diventare l’effimero assoluto, segmento teso verso la totalità, l’universalità, la cui essenza è data da quella tensione dalla gravitas verso la levitas che brama l’eterno.
Il mistero della morte non si può spiegare ma per Oscar Manesi è stato possibile rappresentarlo grazie a delle immagini che hanno immortalato attimi, tranches de vie unici, di forte impatto, irripetibili in cui tutti, almeno una volta, abbiamo perso il fiato credendo di non riaverlo più.
Contro ogni mistificazione del reale Oscar Manesi oppone immagini di mistica poesia, contro ogni deificazione del dato e ogni sacralità dell’oggetto, contro ogni volgarità dell’immagine contrappone la forma che si libra nell’aria fino ad evaporare nell’evanescenza, la geometria che agogna alla fuga dal perimetro per inseguire la pienezza dello spazio ed espandersi nell’infinito, l’astratto che sfugge al vile concreto e lo ripudia per trovare nel pensiero l’essenza delle cose, dare un senso alla brutalità, alla brevità, alla vanitas.
Oscar Manesi oppone con nerbo a tutto ciò che gli fa orrore, alla violenza, la sua poetica dell’immagine che non ha spiegazioni. Oscar Manesi ha la verità della parola assoluta e pregna di certezze ma solo in “delirante fermento” il turbine della sua Arte che “apre mondi”, quelli della mente e della coscienza.
Un’Arte che scandaglia gli iceberg dell’anima svelandone con le sue delicate e insieme potenti immagini, le sottili emozioni, le labili particelle del mistero.
Ogni tratto, ogni “filo”, ogni solco incisorio ecco che veramente risulta essere “la liana dell’anima”, l’ayahasca dello sciamano …
 
 
Caterina Spiga

 
 
 
 
Aversano & Giordano Arte