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Annunciazione come immagine contemporanea del sacro
Il ciclo di opere si intitola "Annunciazione" ed è ispirato liberamente al dogma religioso che vuole il concepimento di Cristo ad opera dello Spirito Santo. Per portare avanti questo lavoro Tonino Mattu si è soffermato a studiare e scrutare attentamente le composizioni del passato: da Simone Martini al Beato Angelico senza trascurare opere che trattano dello stesso tema dipinte da artisti temporalmente a lui più vicini.
Chi, come il sottoscritto, ha avuto modo nell'autunno del 2005 di incontrare Tonino Mattu e scambiare con lui, come sempre piacevolmente, qualche opinione sull'arte e sulle sue relative tecniche, non può scordarsi dell'assoluta concentrazione che mostrava questo giovane pittore nuorese nell'apprendere l'antica tecnica per la corretta applicazione su un dipinto della foglia d'oro.
Più volte, in quelle interessanti discussioni, in molti abbiamo inutilmente cercato di far notare la praticità dell'uso più economico, più facile, più veloce della foglia d'oro sintetica, il cosiddetto "orone". Ma Tonino, determinatissimo nel portare avanti l'idea che nel tempo aveva progettato per realizzare questo ciclo di lavori, dell'usare il "falso oro" non voleva prendere in esame nemmeno l'idea, adducendo motivazioni, spesso da noi non apprezzate del tutto, quali ad esempio quelle riferite alla durabilità nei secoli di questo materiale, alla indiscussa preziosità, alla atavica simbolicità che da sempre ha distinto questo metallo.
A nostra discolpa però bisogna fare una premessa: nella nostra isola, la Sardegna, con un mercato dell'arte quasi inesistente, l'ostinazione di Mattu ad utilizzare a tutti i costi la vera foglia oro per realizzare i suoi nuovi lavori ci sembrava un'eccentricità che è diventata poi in noi meraviglia e stupore quando lo abbiamo sentito raccontare del trattamento che avrebbe subito quella preziosa superficie: rigata e graffiata per essere testimone simbolica del degrado e del passaggio del tempo.
Nei mesi successivi, contati dalla mia impazienza di amico e gallerista, per l'esattezza da Novembre a Luglio, le parole e il progetto di Tonino si sono concretizzate in undici splendidi lavori di medio formato, realizzati su solidi supporti in legno squadrati (al contrario di molte precedenti tele), questa volta per nostra serenità di precisione, in modo geometricamente regolare. Durante i nove mesi di "gestazione" delle opere non sono mancati inceppamenti e contrarietà: la ricerca artistica, la creazione ha un suo prezzo e non solo economico: così, noi amici, con un sorriso tra il dispiaciuto, il divertito e il solidale, abbiamo appreso della progressiva infettazione del computer di Tonino da "virus vergognosi" in quanto acquisiti, durante la ricerca delle immagini, da siti on line che, ipocritamente, non è decente dire di conoscere. E che queste immagini scelte liberamente da questo interessante autore non sono inoffensive e banali è parso chiaro dall'immediato "dissenso", nemmeno troppo velato, espresso da alcuni suoi amici e familiari.
Ma il candore di Tonino Mattu, la sua invidiabile determinazione a non fare imbrigliare la forza dell'arte dalle convenzioni sociali e religiose, spazzano all'origine qualsiasi stupido preconcetto.
Personalmente devo dire che, con la solita emozione che provo ogni qualvolta lacero la carta che ricopre durante il trasporto le opere di Mattu, non ho provato verso questi nuovi lavori nessuna riserva e distanza. Affascinato dalla laboriosa tecnica della foglia oro che contrasta con la semplicità minimale dei colori posati sulla superficie, ho individuato solo con molto ritardo gli "scabrosi" frammenti di figure. Pur registrando con gli occhi questi umani contorni, la complessità dell'opera non me le fa ritenere assolutamente "oscene e volgari".
Per sapere trovare le cose bisogna conoscerle; solo chi ha abituato il suo occhio a questo esercizio sa intravedere, ma anche trovare dove non c'è, il volgare e il perverso.
Il ciclo si intitola "Annunciazione" ed è ispirato liberamente al dogma religioso che vuole il concepimento di Cristo ad opera dello Spirito Santo. Per portare avanti questo lavoro Tonino Mattu si è soffermato a studiare e scrutare attentamente le composizioni del passato: da Simone Martini al Beato Angelico senza trascurare opere che trattano dello stesso tema dipinte da artisti temporalmente a lui più vicini.
L'iconografia nei secoli non muta: ad una Maria adolescente e timorata appare la visione di un angelo magnifico e splendente che annuncia, contro ogni razionalità fisica, un assolutamente inatteso concepimento. La storia narra quindi di un fatto straordinario, si esce dal mondo fisico per entrare nel sacro, si lascia la logica per entrare nel dogma. Tonino Mattu, con questa serie di dipinti, si cimenta nel dare una lettura nuova e in chiave contemporanea a questo avvenimento che, a prescindere dal fatto specifico raccontato dalle sacre scritture, resta ogni volta che avviene nella vita degli uomini un fantastico mistero.
Ecco l'uso dell'oro che da sempre simboleggia il sacro e che ovviamente non può mancare nemmeno in questa, di Mattu, moderna raffigurazione. Ma usare un materiale, anche storicamente, così caratterizzante senza almeno in parte modificarlo per Tonino Mattu sarebbe stato fermarsi, se pur a un glorioso passato. Da qui la scelta moderna e decisa dell'intervento demolitore attraverso il graffio, testimone di una sorta di perdita, di un tempo che passa, corruttore di un metallo incorruttibile.
Ma non solo all'oro Tonino Mattu affida il suo pensiero sul tema dell'Annunciazione. Con perizia certosina, e nell'impossibilità di trovarle in commercio, prepara quelle tonalità di pigmento che ormai ricorrono spesso nelle sue tele; allora ecco il nero che viene miscelato con la terra d'ombra per creare un colore che faccia affiorare, come in una foto virata seppia, un ricordo, ma anche una sessualità "costretta" e in parte nascosta. Poi ancora l'uso del colore bianco che, oltre rappresentare la purezza (è il colore del giglio e della veste della Vergine), è usato da Mattu come elemento fisico: fiotto di luce che inondando il corpo crea l'impressione di un forte contatto da cui scaturisce il naturale concepimento.
Non possiamo dire se Tonino Mattu con questi recenti lavori sia riuscito a creare una nuova immagine del sacro; però sappiamo di certo che questi dipinti, preziosi ed eleganti, segnano una tappa importante nella moderna trattazione di questo tema.
Sandro Giordano

Personale di
Tonino Mattu
"Annunciazione"
Sottopiano Beaux-Arts, Via Scano 92 - Cagliari
Dal 23 febbraio al 09 marzo 2007
Curatore: Arch. Sandro Giordano

 
 
 
 
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